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Gennaio 2008.
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Home > Dieta frazionata

Quando è consigliata la dieta frazionata

Di seguito alcuni esempi di condizioni fisio-patologiche che possono trarre beneficio da una dieta frazionata:

Intolleranza al glucosio

Il controllo dell’indice glicemico attraverso una dieta frazionata si ottiene sia perché la quota glucidica giornaliera risulta ripartita nei vari pasti ed in secondo luogo perché il frazionamento fa sì che le fonti di carboidrati siano inserite all’interno di pasti in cui compaiono altri alimenti che fornendo fibra, lipidi e proteine determinano un abbassamento dell’indice glicemico.

Diabete

È fondamentale un’adeguata ripartizione dei carboidrati nell’arco della giornata affinché gli alimenti che ne hanno un maggior contenuto siano inseriti all’interno di un pasto e non assunti isolatamente. La dieta frazionata, infatti, permette di evitare un eccessivo carico ai pasti principali ed anche di ottimizzare il metabolismo glucidico evitando iperglicemie e ipoglicemie post-prandiali.

Gastrite e ulcera peptica

Il frazionamento degli apporti energetici in più di tre pasti giornalieri porta benefici in caso di gastrite ed ulcera peptica perché favorisce il transito gastro-intestinale e l’assimilazione dei nutrienti.

Sindrome del colon irritabile

La terapia dietetica in questo caso deve favorire la motilità intestinale proponendo la suddivisione dei pasti in più di tre nell’arco della giornata. Questo consente di regolarizzare la funzionalità intestinale limitando i sintomi tipici legati all’alvo irregolare.

Gravidanza

Suddividere l’apporto energetico in più di tre pasti è la tecnica dietetica efficace per favorire l’assimilazione ottimale dei nutrienti ed anche il processo della digestione sia nei primi mesi, in cui compaiono spesso nausea o vomito, ma anche nell’ultimo trimestre in cui la pressione esercitata dall’utero e dal feto sull’apparato digerente determinano disturbi come il reflusso gastroesofageo.

Allattamento

In funzione delle aumentate esigenze nutrizionali, gli apporti energetici vanno adeguatamente distribuiti in una dieta ricca e adeguatamente variata in cui siano presenti oltre alla colazione, al pranzo e alla cena anche altri pasti secondari. In questo modo si garantisce la copertura dei fabbisogni nutrizionali oltre che quelli energetici.

Sport

Indipendentemente dal grado di allenamento e dal tipo di disciplina effettuata, la dieta dello sportivo dovrebbe prevedere cinque pasti. Tale frazionamento evita che il pranzo e la cena siano troppo abbondati, il che andrebbe a sovraccaricare l’apparato digerente, e nello stesso tempo si garantisce un adeguato apporto energetico sia per sostenere la prestazione fisica che per soddisfare le esigenze nutrizionali.

Pediatria

La terapia alimentare in pediatria deve ovviamente fornire gli apporti energetici e di macro e micro-nutrienti adeguati per garantire lo stato di salute e l’accrescimento.
Se la dieta è strutturata in tre pasti, il pranzo e la cena possono risultare eccessivamente ricchi e di conseguenza, il paziente potrebbe tralasciare alimenti, come il contorno e la frutta, che generalmente rappresentano la parte finale del pasto e che fra l’altro a volte sono poco gradite in età pediatrica. Questo porta nel tempo inevitabilmente a carenze nutrizionali.
La suddivisione della dieta in cinque pasti, invece, è la soluzione ottimale per garantire la copertura dei fabbisogni, con un’adeguata distribuzione degli apporti energetici nei vari pasti, evitando rischiose carenze.

Disturbo del comportamento alimentare

Il disturbo del comportamento alimentare nasce dal tentativo di mitigare stati emotivi di ansia, tristezza o angoscia con l’assunzione aspecifica e incontrollata di cibo.
Una dieta a tre pasti che nega la possibilità di assumere cibo al di fuori di questi facilita tale problematica, mentre una terapia alimentare che assegna pasti secondari, oltre alla colazione, pranzo e cena, con alimenti facilmente digeribili e che favoriscono la copertura dei fabbisogni personalizzati da ottimi risultati in termini di adesione alla dieta.
Inoltre una funzione esclusiva dei software Ecleo® e Nutrifasi gold® permette di inserire alimenti “Nell’arco della giornata” così che il paziente può autonomamente decidere il momento in cui assumerli; tale tecnica sembra molto efficace nel rieducare il reale senso della fame.

 

Oltre alle suddette condizioni, il frazionamento della dieta in più pasti può essere particolarmente indicato in determinate situazioni legate al tipo e agli orari di lavoro. Se il paziente svolge un’attività lavorativa che implica una lunga distanza tra un pasto principale e l’altro, per esempio tra la prima colazione ed il pranzo o tra il pranzo e la cena, oppure fa dei turni nelle ore serali-notturne, si rende necessaria una distribuzione degli alimenti che preveda uno o più spuntini. Questo evita che ci siano lunghi periodi di digiuno ed ottimizza l’assimilazione dei nutrienti e la compliance del paziente.

La dieta frazionata con Ecleo® e Nutrifasi Gold®

I programmi di terapia alimentare ECLEO® e NUTRIFASI GOLD® consentono di frazionare la dieta, ciò vuol dire che il nutrizionista, in funzione del quadro fisiopatologico e dello stile di vita del paziente, può decidere di assegnare un certo numero di pasti nella giornata.
Oltre alla Prima colazione, al Pranzo e alla Cena, potranno essere inseriti alimenti in forma di Seconda colazione, Merenda, Spuntino serale e, nel caso in cui le abitudini del paziente lo richiedano, si potrà assegnar anche il Brunch.
L’utente può anche inserire degli Alimenti nell’arco della giornata dando così la facoltà al paziente di poterli assumere quando meglio crede; soluzione questa che ha una valenza sia sul piano pratico che educativo.

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